Quello che non sapete sui profumi d’autunno

Con l’arrivo dell’autunno, anche gli spazi domestici hanno bisogno di “cambiare aria”. Le fragranze per l’ambiente sono musica per l’atmosfera casalinga, respirare l’aroma preferito è come un abbraccio che ci accoglie non appena apriamo la porta di casa. La fragranza ambiente è come un’amica di famiglia, soprattutto per chi trascorre gran parte del tempo della giornata in spazi chiusi. Che si tratti di piccole stanze o sale sconfinate, non importa, tra chi abita un ambiente e la propria fragranza di casa può instaurarsi un vero e proprio rapporto di convivenza. Profumare casa, ufficio, scuole con le essenze della natura per ritrovare una dimensione di benessere, concilia corpo e mente e aiuta a vivere meglio i rapporti familiari e sociali.

Diffondiamo nelle nostre stanze un aroma caratteristico tipico della stagione autunnale, sarà il nostro personale benvenuto a coloro che ci faranno visita.

L’autunno porta con sé una rivoluzione di colori e profumi, ben diversi da quelli delle stagioni precedenti, e all’interno della casa, sentiamo il bisogno di cambiare le profumazioni, sentiamo il bisogno di un vero e proprio “cambio olfattivo di stagione”.

Quando torno a casa, dopo una giornata di lavoro, in questo periodo amo rilassarmi con note di lavanda e vaniglia, prima di andare a dormire accendo sempre una profumata candela in cera vegetale “Veressenze Relax” (fior di cotone, giacinto, mughetto), non ne posso fare a meno.

Le essenze da preferire in autunno sono sicuramente calde e avvolgenti, che emanino un aroma unico e trasformino l’ambiente in cui viviamo in un luogo pieno di armonia, classe e raffinatezza.

Vi consiglio delle fragranze Veressenze per il vostro arredo olfattivo in questa stagione autunnale:

Arancia e cannella: frizzante e afrodisiaca

Lavanda: rilassante e armonizzante

Legno e tabacco: calda e carismatica

Legno di cedro e vetiver: calda e sensuale

Menta: stimolante e purificante

Patchouli: frizzante a afrodisiaca

Thè verde: antistress e purificante

Vaniglia: dolce e avvolgente

Ogni pelle ha il suo profumo, da cosa dipende.

La durata dei profumi dipende dalla reazione del profumo con la nostra pelle ed anche dalla composizione del profumo stesso.

La durata dei profumi dipende dalla reazione del profumo con la nostra pelle ed anche dalla composizione del profumo stesso.

L’epidermide tende a trasformare le caratteristiche di una fragranza, ma il consiglio da seguire è nebulizzare sempre il profumo su determinate parti del corpo per farlo durare di più: polsi, dietro le orecchie, nuca, dietro le ginocchia, ovvero i punti più “caldi” che favoriscono la buona emanazione del profumo stesso.

Spesso ci poniamo alcune domande, cerchiamo di trovare le risposte!

Perché su di me il profumo evapora subito? Può dipendere dall’acidità della pelle, alterata da cibi sbagliati o farmaci. Per migliorare la tenuta, prima applicare una crema emolliente.

Perché il mio preferito non lo sento più? Il corpo e il cervello tendono ad assuefarsi a un certo aroma. Per “risentirlo” intensamente, devi alternarlo a un profumo diverso.

Quanto dura il profumo sulla pelle? Un profumo è composto da tante essenze diverse, in modo da formare accordi floreali, fruttati, orientali, legnosi, aromatici ect.

Non tutte le note hanno la stessa durata. A seconda del tempo che impiegano a evaporare, gli esperti le classificano in note di testa, di cuore e di fondo.

Le note di testa si percepiscono appena si apre un flacone. L’aroma che ci fa subito amare o meno la fragranza, ma in realtà non è il vero profumo poichè contiene essenze che in breve tempo, tra i dieci e i trenta minuti, svaniscono. Sono soprattutto note di agrumi, lavanda, anice e menta.

Le note di cuore sono il vero profumo, quelle che durano sulla pelle dalle tre alle quattro ore. E’ soprattutto in questo mix che si scatena la fantasia dei nasi perchè hanno a disposizione centinaia di essenze, soprattutto cipriate e orientali.

Le note di fondo sono formate da un mix di essenze tenaci che hanno il compito di legare gli aromi più volatili. Si usano i legni, l’iris, la vaniglia, i balsami. Durano sino a otto ore, ma sugli abiti si possono sentire anche il giorno dopo.

Ricordiamo che quando applichiamo il profumo sui polsi non bisogna strofinarli. Lo sfregamento rompe le note di testa, lasciando il bouquet a metà, quindi meno potente e meno resistente; le note di testa, le molecole più delicate vengono soffocate e si accelera l’evaporazione.

Si può rendere il profumo più persistente?

Certo! Assicurarsi sempre di idratare la pelle prima di applicare qualsiasi profumo. La pelle secca infatti, tende ad assorbire parte del profumo, stimolandone la dissolvenza. La pelle idratata invece permette alla fragranza di aderire alla pelle e di restarci più a lungo.

Dopo la doccia ad esempio è il momento meno adatto per vaporizzare il profumo su tutto il corpo. Il motivo? L’umidità rimasta sulla pelle rischia di intralciarne l’azione.

Si consiglia di non esporre il flacone del profumo al calore e all’umidità perché tali fattori fanno alterare le molecole di profumo; è consigliabile tenere il flacone nella confezione d’origine.

Un fiore prezioso come un gioiello

Il gelsomino, fiore emblema olfattivo di tutte le regioni mediterranee.

Originario delle montagne del Nord Ovest dell’India, il gelsomino può essere coltivato in zone dal clima mite; le due specie più considerate infatti sono il Jasminum grandiflorum e il Jasminum Sambac.

Pur essendo botanicamente affini, dal lato olfattivo questi due fiori sono molto diversi fra loro: il grandiflorum è fresco, leggero, verde con un tocco di dolcezza floreale; il sambac è invece più dolce, misterioso, quasi narcotico, senza la nota fresca ed erbacea del primo.

Sprigionando il suo massimo profumo di notte si dice che il gelsomino abbia un legame speciale con la Luna e Venere e trasmetta positività.

L’India e l’Egitto ne sono i maggiori produttori, seguiti da Italia, Marocco, Spagna, Algeria, Turchia e Francia.

Il gelsomino è stato portato in Europa nel XVI secolo ed è diventato un ingrediente di base dell’industria profumiera.

Se parliamo di gelsomino non possiamo non parlare di Jean Patou.

La storia dell’utilizzo del gelsomino in profumeria non può non intrecciarsi con il capolavoro “Joy” di Alexandre Jean Patou, famoso stilista e profumiere francese morto prematuramente nel 1936, colpito da infarto.

Fondatore della casa di moda che portava il suo nome, volle creare una divisione dell’azienda dedicata alla profumeria. Insieme al maestro profumiere Henri Almeras fu il naso di famose fragranze di lusso, apprezzate ancora oggi in tutto il mondo.

Nel 1929, nel bel mezzo della crisi economica decise di lanciare il profumo Joy, creato miscelando 10.600 fiori di gelsomino di Grasse e 28 dozzine di rose per ottenere 30 ml di parfum; eh sì, avete capito bene, le proporzioni delle dosi erano esorbitanti!

Il prezzo elevatissimo, il prezzo di un gioiello.

Una provocazione che decretò il successo del gelsomino, oggi fiore emblema olfattivo di tutte le regioni mediterranee.

La casa di moda nel 1987 cesso ogni attività mentre i Profumi del grande profumiere continuano ad essere famosi e apprezzati in tutto il mondo.

Il gelsomino ha un caratteristico profumo fiorito molto intenso, con risvolti fruttati, a tratti è ceroso ed erbaceo con una sfumatura indolica. Ha un aspetto olfattivo tipico dei fiori bianchi grassi che lasciano nell’aria un profumo intenso quasi animalico. I fiori del gelsomino, che fioriscono tra giugno e ottobre, vengono raccolti uno a uno da mani esperte per preservare le future raccolte.

Ogni anno ad agosto, si tiene a Grasse, in Francia, la festa del gelsomino, durante la quale i partecipanti presentano acqua e fiori di gelsomino ad una folla di gente, e la città si anima di musica ed eventi, con visitatori che arrivano da tutto il mondo.

Fiore elegante, positivo, potente, sensuale e profumatissimo a cui non si può resistere.