Ogni pelle ha il suo profumo, da cosa dipende.

La durata dei profumi dipende dalla reazione del profumo con la nostra pelle ed anche dalla composizione del profumo stesso.

La durata dei profumi dipende dalla reazione del profumo con la nostra pelle ed anche dalla composizione del profumo stesso.

L’epidermide tende a trasformare le caratteristiche di una fragranza, ma il consiglio da seguire è nebulizzare sempre il profumo su determinate parti del corpo per farlo durare di più: polsi, dietro le orecchie, nuca, dietro le ginocchia, ovvero i punti più “caldi” che favoriscono la buona emanazione del profumo stesso.

Spesso ci poniamo alcune domande, cerchiamo di trovare le risposte!

Perché su di me il profumo evapora subito? Può dipendere dall’acidità della pelle, alterata da cibi sbagliati o farmaci. Per migliorare la tenuta, prima applicare una crema emolliente.

Perché il mio preferito non lo sento più? Il corpo e il cervello tendono ad assuefarsi a un certo aroma. Per “risentirlo” intensamente, devi alternarlo a un profumo diverso.

Quanto dura il profumo sulla pelle? Un profumo è composto da tante essenze diverse, in modo da formare accordi floreali, fruttati, orientali, legnosi, aromatici ect.

Non tutte le note hanno la stessa durata. A seconda del tempo che impiegano a evaporare, gli esperti le classificano in note di testa, di cuore e di fondo.

Le note di testa si percepiscono appena si apre un flacone. L’aroma che ci fa subito amare o meno la fragranza, ma in realtà non è il vero profumo poichè contiene essenze che in breve tempo, tra i dieci e i trenta minuti, svaniscono. Sono soprattutto note di agrumi, lavanda, anice e menta.

Le note di cuore sono il vero profumo, quelle che durano sulla pelle dalle tre alle quattro ore. E’ soprattutto in questo mix che si scatena la fantasia dei nasi perchè hanno a disposizione centinaia di essenze, soprattutto cipriate e orientali.

Le note di fondo sono formate da un mix di essenze tenaci che hanno il compito di legare gli aromi più volatili. Si usano i legni, l’iris, la vaniglia, i balsami. Durano sino a otto ore, ma sugli abiti si possono sentire anche il giorno dopo.

Ricordiamo che quando applichiamo il profumo sui polsi non bisogna strofinarli. Lo sfregamento rompe le note di testa, lasciando il bouquet a metà, quindi meno potente e meno resistente; le note di testa, le molecole più delicate vengono soffocate e si accelera l’evaporazione.

Si può rendere il profumo più persistente?

Certo! Assicurarsi sempre di idratare la pelle prima di applicare qualsiasi profumo. La pelle secca infatti, tende ad assorbire parte del profumo, stimolandone la dissolvenza. La pelle idratata invece permette alla fragranza di aderire alla pelle e di restarci più a lungo.

Dopo la doccia ad esempio è il momento meno adatto per vaporizzare il profumo su tutto il corpo. Il motivo? L’umidità rimasta sulla pelle rischia di intralciarne l’azione.

Si consiglia di non esporre il flacone del profumo al calore e all’umidità perché tali fattori fanno alterare le molecole di profumo; è consigliabile tenere il flacone nella confezione d’origine.

Esposizione solare: tutto quello che devi sapere

Estate, esposizione al sole, fondamentale utilizzare le creme solari!

Siamo in piena estate, la stagione più amata!

Sole, mare, vacanze e tanta voglia di tintarella.

Può succedere, soprattutto nei giorni di caldo rovente, che l’esposizione al sole si trasformi in una scottatura: la pelle diventa talmente rossa da assumere sfumature quasi violastre.

Tutta colpa del sole e soprattutto dell’esposizione sconsiderata e scorretta. Infatti i raggi ultravioletti emessi dal sole possono trasformarsi in una vera e propria arma a doppio taglio.
Da un lato donano alla pelle quel piacevole colore ambrato, la tanto amata tintarella ma se non si fa attenzione, i rischi di eritemi e scottature sono dietro l’angolo.

È possibile avere una bella abbronzatura utilizzando le creme solari ad alta protezione?

Certo, perché un prodotto solare per quanto ad alta protezione, non può essere uno schermo totale ai raggi UV. Pertanto, la reazione fisiologica della pelle esposta al sole, cioè l’abbronzatura, si verifica comunque, anche se in modo più graduale.

Usare bene la crema solare è fondamentale per evitare eritemi e scottature e garantirsi un’abbronzatura perfetta, quindi vi consiglio di seguire queste semplici regole.

La crema va applicata almeno mezz’ora prima e durante l’esposizione al sole, ripetere l’operazione ogni due ore e soprattutto dopo ogni bagno e in caso di sudorazione abbondante.

Spalmate la crema sempre e comunque, ogni volta che vi esponete al sole anche se il cielo è coperto. Anche se siete sotto l’ombrellone ed è una brutta giornata, i raggi UV passano lo stesso attraverso le nuvole e il tessuto, colpendo la vostra pelle.

Per proteggere la pelle come si deve, dovete usare la crema in quantità sufficienti. Spalmate la crema in modo omogeneo finché non vedrete la pelle lucida e idratata.

Se vi state esponendo al sole per la prima volta, è meglio applicare la protezione più alta.
In ogni caso bisogna scegliere il fattore di protezione adatto al tipo di pelle.

Bisogna evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata (12,00 – 16,00) in particolare per i più piccoli. Per quest’ ultimi utilizzare un fattore di protezione sempre alto.

Fondamentale proteggere la pelle del viso dai raggi UV quotidianamente, quindi è importante applicare la crema viso non soltanto durante lunghe esposizioni al sole in estate, ma soprattutto nel corso dell’anno, poichè la pelle è sempre minacciata dalle radiazioni UVA.

I raggi UVA presenti tutto l’anno, rappresentano circa il 95% delle radiazioni ultraviolette che arrivano sulla superficie terrestre, in grado di penetrare molto in profondità nella pelle, fino a raggiungere le cellule del derma, sono le principali cause della produzione dei radicali liberi e quindi fotoinvecchiamento, macchie, allergie e tumori della pelle.

Utilizzare la crema viso spf 50 quotidianamente è il segreto per mantenere la pelle giovane, luminosa e tonica.

Un fiore prezioso come un gioiello

Il gelsomino, fiore emblema olfattivo di tutte le regioni mediterranee.

Originario delle montagne del Nord Ovest dell’India, il gelsomino può essere coltivato in zone dal clima mite; le due specie più considerate infatti sono il Jasminum grandiflorum e il Jasminum Sambac.

Pur essendo botanicamente affini, dal lato olfattivo questi due fiori sono molto diversi fra loro: il grandiflorum è fresco, leggero, verde con un tocco di dolcezza floreale; il sambac è invece più dolce, misterioso, quasi narcotico, senza la nota fresca ed erbacea del primo.

Sprigionando il suo massimo profumo di notte si dice che il gelsomino abbia un legame speciale con la Luna e Venere e trasmetta positività.

L’India e l’Egitto ne sono i maggiori produttori, seguiti da Italia, Marocco, Spagna, Algeria, Turchia e Francia.

Il gelsomino è stato portato in Europa nel XVI secolo ed è diventato un ingrediente di base dell’industria profumiera.

Se parliamo di gelsomino non possiamo non parlare di Jean Patou.

La storia dell’utilizzo del gelsomino in profumeria non può non intrecciarsi con il capolavoro “Joy” di Alexandre Jean Patou, famoso stilista e profumiere francese morto prematuramente nel 1936, colpito da infarto.

Fondatore della casa di moda che portava il suo nome, volle creare una divisione dell’azienda dedicata alla profumeria. Insieme al maestro profumiere Henri Almeras fu il naso di famose fragranze di lusso, apprezzate ancora oggi in tutto il mondo.

Nel 1929, nel bel mezzo della crisi economica decise di lanciare il profumo Joy, creato miscelando 10.600 fiori di gelsomino di Grasse e 28 dozzine di rose per ottenere 30 ml di parfum; eh sì, avete capito bene, le proporzioni delle dosi erano esorbitanti!

Il prezzo elevatissimo, il prezzo di un gioiello.

Una provocazione che decretò il successo del gelsomino, oggi fiore emblema olfattivo di tutte le regioni mediterranee.

La casa di moda nel 1987 cesso ogni attività mentre i Profumi del grande profumiere continuano ad essere famosi e apprezzati in tutto il mondo.

Il gelsomino ha un caratteristico profumo fiorito molto intenso, con risvolti fruttati, a tratti è ceroso ed erbaceo con una sfumatura indolica. Ha un aspetto olfattivo tipico dei fiori bianchi grassi che lasciano nell’aria un profumo intenso quasi animalico. I fiori del gelsomino, che fioriscono tra giugno e ottobre, vengono raccolti uno a uno da mani esperte per preservare le future raccolte.

Ogni anno ad agosto, si tiene a Grasse, in Francia, la festa del gelsomino, durante la quale i partecipanti presentano acqua e fiori di gelsomino ad una folla di gente, e la città si anima di musica ed eventi, con visitatori che arrivano da tutto il mondo.

Fiore elegante, positivo, potente, sensuale e profumatissimo a cui non si può resistere.